Why Chez Bu? October 13, 2008
Well, every respectful beginning must get you into the general idea of the whole aim of a project. To be simple and clear, you cannot follow this blog if you don’t know who is behind this html language.
Chez Bu is a couple of words which sum up my origins, i. e. who I am. My mother is half French and, in this sense, I’ve always liked the condition of ambiguity an immigrant lives. Being someone elsewhere than your country is scaring and fascinating at the same time. Moreover, the preposition chez reminds of restaurants and food is one of the few pleasures of life I’m fond of. The other word, Bu is just my nickname. It comes from butriona, a dialectal term which in Arezzo, my town, refers to a fat peasant who is strictly bounded to her fields. Actually I love my town and Tuscany in general: I’ve got a deep esprit de clocher.
That’s just a brief explanation of the title of this blog where I will put all my articles on music that I publish in Italian in the website Rockit and that I will translate here into English.
Io non so… voglio solo scappare March 28, 2009
i-just-dont-know
(cliccate sul titolo della canzone e poi di nuovo sul titolo in blu, si apre una finestra con la song)
Ogni volta ricado. E ogni volta non so se ce la farò a riprendermi.
Il dolore è una specie di bestia dentro di me. A volte riesco a domarla, a volte mi sbrana, mi riduce in brandelli come adesso. Però ci convivo e ormai il dolore è mio. Il dolore sono io.
Anche questa volta non so come finirà. Se nel Pronto Soccorso a chiedere di nuovo aiuto, se con un coltello in mano, se con la macchina a 140 km/h contro un muro…
Io non so…
E ci sono di nuovo dentro fino al collo.
Quando tocchi il fondo, non ti vergogni più di niente e allora chiedi solo aiuto.
Ecco, sono qui a chiedervi una mano, cosciente del fatto che non so se questa volta ce la farò veramente…
I just don’t know
when this feeling has come
and when it will go
I just wanna go away
Just wanna be loved
And when the pain
is so deep in your soul
maybe it’s better to die
I just don’t know
when this feeling has come
and when it will go
I fall in love with the ideas
and then reality breaks them all
I’m asking for help
but maybe it’s better to die
I just don’t know
when this feeling has come
and when it will go
Sisters April 18, 2009
è un casino… siamo in una situazione che è invivibile… c’è il dolore, la paura, la rabbia e non so sbloccare questa fase di stallo per quella che è la nostra non-famiglia…
I nostri genitori hanno fatto grandi casini e ancora oggi piano piano ci tolgono la linfa… mi sento morire… Eppure, mi hanno regalato voi. E per voi io vado avanti.
Quando spesso vedo quelle pasticche davanti a me e vorrei solo farle fuori tutte in una volta sola, mi trattiene il pensiero di lasciarvi da sole. Sapete, invece, mi farebbe quasi piacere far sentire in colpa la mamma e il babbo. Forse per la prima volta nella loro vita si renderebbero conto di me. Si accorgerebbero del mio dolore e della mia esistenza solo al mio funerale. E so quanto vi faccio rabbia con questi discorsi, quanto vi ferisco con i miei pianti, le mie crisi, i miei silenzi. Ma è il mio carattere… di merda… ma è il mio carattere…
Sono introversa, non parlo molto di me, mi chiudo dentro questo computer, dentro un libro, dentro la mia musica…
Anna, io non ho mai avuto la tua forza. Io semplicemente mi piego. Sto in silenzio e piango la notte, al buio, per la paura. Paura che “qualcuno” si avvicini… ho paura del contatto perché mi immagino sempre che siano botte e mai carezze…
Ti faccio incazzare perché non mi espongo e non cerco il confronto. Ma è il mio modo di sopravvivere. Ecco, non vivo, ma sopravvivo. Ho il terrore di lasciare il rubinetto aperto, di non aver chiuso bene la porta del bagno, ho paura che con un minimo errore lei mi ringhi contro. E tu lo capisci Anna, tu l’hai vissuto con me e tu hai sempre cercato di proteggermi. Sei la mia mamma, Anna, mi hai cresciuto tu con i tuoi sei anni più di me, con quei sei anni che hai passato da sola a sperare di poter condividere le tue ansie con qualcuno. Siamo arrivate io e la Claudina… Cazzo farei senza di voi? E proprio tu Anna, cerchi sempre di spronarmi. Mi inviti ad andare via, mi vorresti lontano da qui per potermi fare finalmente una vita. Sei stata la prima persona in assoluto che mi abbia mai detto che sono intelligente. Come te, anch’io vivo il dolore di sentirmi dire che sono un fallimento, che era meglio se non ero nata, che sono solo responsabile del suo cancro.
Anna, che gioia sapere che finalmente avrai una tua famiglia. Sposati, fai tanti figli (che io vizierò da morire!!!) e cicatrizza questa ferita.
Claudina, tu sei stata più fortunata. Solo ora ti rendi conto di questo schifo. Ma avrei voluto sempre tenertene lontana. Hai vent’anni e dovresti viverteli al meglio. Invece sei come me e questo mi terrorizza. Non voglio che tu stia così di merda. Non lo posso tollerare. Scappa, Claudina, cazzo, ti prego, vattene. Non lo vuoi capire, ma andartene da qui è l’unica soluzione. La gente fa schifo, i ragazzi poi… Capisco che tu sia indignata dal mondo e dalle sue crudeltà, ma ti prego, rimani così buona e pura. Ingenua, gentile, disponibile, schiava di un mondo che non ci vuole bene.
Ma io vi amo ragazze. Siete tutto per me….
La mia tesi pubblicata May 14, 2009

Sono ironica, dissacrante, TREMENDA.
Non potevo che fare la tesi su un autore estremamente scorretto e cazzone. Un grande!
La mia relatrice, altrettanto una grande, una donna con le palle per intendersi (a soli 30 anni insegna già all’università!) mi ha aiutato con la traduzione e ora la mia tesi è pubblicata nel JOURNAL OF INTERCULTURAL COMMUNICATION.
Eccola: http://www.immi.se/intercultural/
Ne parla lo stesso Stephen Clarke: http://www.stephenclarkewriter.com/news-stephen-clarke.php
Patti chiari… May 25, 2009
Allora… vedevo le star come grandi persone, miti inarrivabili bla bla bla
Poi un anno di lavoro nel “settore”, e speranze musicali mandate un po’ a puttane…
Non mi piace questo modo di concepire la musica perché commerciale, politico, ‘na merda proprio…
Io sono una persona semplice. O meglio. Sono talmente incasinata, piena di problemi che cerco sempre la semplicità. Quando sguazzi nella merda, cerchi prima di tutto l’acqua, mica il profumo… Non so se mi spiego.
Voglio una famiglia, una persona che mi voglia bene al mio fianco, fare le cene a casa con gli amici, parlare inglese, cantare sotto la doccia o magari in una stanzetta solo per chi mi vuole bene.
Un cd? Un tour? Gli Mtv Awards? Me ne fotto proprio.
E un libro mio pubblicato? Bha… non è poi così importante.
Voglio una cazzo di casa in cui poter tornare la sera dal lavoro senza angoscia. Home sweet home.
Tutte le altre cose per me hanno un significato relativo.
Oggi ho fatto l’interprete per Patti Smith. A parte il fatto che riascoltandomi in tv sono stata davvero pessima…. Madò, come parlo male… Che vergogna… Anyway, mentre tutti mi hanno detto: “che figata, oddio che bello ecc ecc”, non c’è proprio paragone con quelle che per me sono le cose importanti…
Vuoi mettere le serate del Plug&Play passate con gli amici sto weekend? O il pomeriggio passato al parco con la Giulaia? O lì sulla panchina noi soliti quattro davanti a casa della Gaia…
Insomma, ASPETTO LA RIVINCITA, CAZZO!!!!
Mi prenderò quello che il dolore mi ha tolto, porca maiala. Mi ci metto di impegno!
Questi mesi a Firenze e le nuove persone che ho conosciuto mi hanno dato stimoli in più.
Vado avanti. Stringo i denti. E vaffanculo al mondo dei lustrini!

Covered! Paolo Benvegnù June 28, 2009
(Solita cosa… cliccare sul link, poi cliccare di nuovo sul link nella nuova pagina… si apre una finestra in quicktime o anteprima…)
Questo non è un omaggio a Paolo. Anche perché la chitarra è scordata, il tempo non è rispettato per niente, accordi e voce vanno per i fatti loro…
Questo è solo il mio modo di sentire una canzone che da mesi mi frulla in testa. L’ho fatta mia. L’ho interpretata come mi sentivo…
A parte l’amore per le mie sorelle e per i miei amici più cari (quelli che si contano sulle dita di una mano per intendersi…), non ho mai provato un sentimento così forte. La cosa che più si avvicina a questa sensazione è il mio rapporto con la musica.
Nel Silenzio rappresenta -per me- il mio amore per la musica. Una musica che mi fa soffrire. Mi abbandona spesso. A volte la odio così tanto da rifiutarla. A volte è la sola ancora di salvezza. Una musica che perdo e riconquisto. Che mi cerca e mi respinge.
Non farò mai la cantante e ormai mi sono rassegnata all’idea.
Però la musica sarà sempre lì. Gioia e dolore. Il mio più grande amore.
Be Happy, you’re so unhappy October 27, 2009
Paradossale…
Ieri, la mi’ mamma è tornata dal lavoro con questo libretto, comprato apposta per me.
Sono tutta una serie di cartoon della Sheean che invitano a cercare la serenità.
Paradossale, sì. Perché dovrei essere io a rendere serena la mi’ mamma adesso.
Sta male, e io non so che fare.
La vita mi fa letteralmente schifo. Vorrei prendere la mi’ mamma a braccetto e andarmene via con lei. Per sempre.
Lei che continua ad andare al lavoro, nonostante tutto.
Lei che, tra giornate all’ospedale, vomito e diarrea, è ancora qui con la sua forza.
E i medici non pensavano che potesse arrivare alla fine dell’estate… Sì, però i medici non avevano capito un cazzo manco della mi’ nonna, visto che lei in un mese quest’estate se ne è andata via.
Io, invece, sono qui a gestire una vita di cui non trovo il senso.
Perché è proprio inutile una vita passata a prendere per 23 anni mazzate (fisiche e morali) proprio dalla madre che ora assisti in punto di morte.
Perché è proprio inutile una vita passata a inseguire il sogno di scrivere e cantare, quando non hai il talento e se ce l’hai (lo sto cercando) nessuno è disposto a farlo fiorire.
Perché è proprio inutile una vita che per la prima volta ti ha mostrato l’amore per poi togliertelo. Sono fradicia persa di una persona che non mi può stare accanto.
Ho bisogno di amore, del TUO amore, di un amore che solo TU puoi darmi perché sei TE che io voglio. E non me ne frega più un cazzo degli altri o dell’altra. Io posso morire pure domani, ma prima voglio averTI per me, perché ora come ora TU sei l’unica cosa che mi spinge avanti.
Preparare sto cazzo di ultimo esame e scrivere la tesi… Non ho voglia di niente, se non di TE.
Oggi mi è presa molto male…
Datemi la medaglia Fields per la matematica… October 3, 2009
La seguente teoria è frutto di moltissimi secondi di ricerca, di “spremimento” di meningi e di consultazione di attendibilissime pagine di Wikipedia. L’assoluta oggettività di questa teoria risiede nel fatto che si applica solo a un singolo soggetto: io.
La teoria presenta queste PREMESSE:
1) al mondo siamo circa 6 miliardi, migliaio in più, migliaio in meno a seconda dell’alternarsi di tsunami, nubifragi, terremoti e guerre atomiche
2) secondo le statistiche statunitensi, ci sono 7 donne per ogni uomo
3) la nazione più popolosa del mondo è, ma guarda un po’, la Cina con circa un miliardo e mezzo di abitanti
CONCLUSIONE:
La mia anima gemella è un cinese
COROLLARIO:
Appurato che l’uomo che finalmente mi completerà al 100% diventando il compagno della mia vita ha gli occhi a mandorla (cosa che non mi dispiace affatto, vista la mia proverbiale predilizione per i bassini mori) non mi resta che:
a) bazzicare per tutti i ristoranti cinesi di Arezzo. Puzzerò di fritto ma per amore si fa questo e altro
b) fare una puntatina a Prato
c) extrema ratio: andare in Cina e buttarmi sul primo cinese che incontro
Legge della probabilità assistimi!!!
Il Mondo (visto da una pseudo-adolescente di 23 anni) September 30, 2009
Non è il mondo che fa schifo. Non è Arezzo con la sua gentaglia o l’Italia con i suoi politici.
Non dividiamo sempre per categorie: non ci sono i buoni e i cattivi, gli uomini e le donne, i seri e i traditori. Non facciamo i razzisti-sessisti-idealisti.
TUTTA l’umanità fa proprio cacare. Non si salva nessuno.
Ogni uomo produce merda e piscio, vomito, sudore, caccole e pus.
I nostri prodotti ci rappresentano in pieno.
Io per prima sono una persona schifosa e mi merito il fatto che alcuni (soprattutto cromosomi XY) mi abbiano fatto del male, mi abbiano dato buca in maniera clamorosa o abbiano fatto finta di essermi amici per poi ignorarmi.
Tra pochi anni finisce il mondo? Meno male che c’è Chi ha capito che così non si può andare avanti!
I only feel this huge, enormous DELUSION
Le silence, la douleur, la vie September 23, 2009
Io ho solo capito che la mia felicità è stargli accanto.
Nel silenzio.
E so solo che la mia infelicità è una vita che me lo toglie dalle braccia.
Chagrin et vie se mêlent dans cet infini.
Je me demande si la douleur est ma meilleure amie car elle est toujours auprès de moi.
Tu es mort. Tu as vécu dans mon âme et tu vivras toujours dans mes pensées.
(Nota dell’autore: questo post è il tipico esempio delle mie uscite depresse e ammorbanti. Di quei raccontini che scrivo e che il mio capo dice che fanno cattiva pubblicità all’azienda. Oh, ragazzi, ora come ora sto proprio di merda. Che ce posso fà?)
Dreaming Power August 27, 2009
Quando tutto va a rotoli… Come adesso… Come in questo periodo difficile… (forse il più difficile?)
E la forza sembra non esserci… Ma il dolore mi rende preziosa… Il dolore mi regala il motore della vita…
L’IMMAGINAZIONE, IL POTERE DI SOGNARE
Sogno quello che non posso avere… Sogno in maniera disperata… In maniera ossessiva… Voglio e so di non potere avere… Ma immagino… Ti sogno… Mi sogno diversa…
Canto e canterò…
Sparo i miei proiettili? Ancora mi devo fortificare…
Prendo… Subisco… Pedate nel culo… Frustate sul cuore… Calce sui mattoni… Fiori sul marmo…
Tre puntini di sospensione… Perché il non detto mi contraddistingue… Perché lancio parole nel vuoto…
Fermo Immagine
Ma la mia Immaginazione non si arresta… Non la puoi fermare. (un punto solo, nessuna sospensione)


































