Why Chez Bu? October 13, 2008
Well, every respectful beginning must get you into the general idea of the whole aim of a project. To be simple and clear, you cannot follow this blog if you don’t know who is behind this html language.
Chez Bu is a couple of words which sum up my origins, i. e. who I am. My mother is half French and, in this sense, I’ve always liked the condition of ambiguity an immigrant lives. Being someone elsewhere than your country is scaring and fascinating at the same time. Moreover, the preposition chez reminds of restaurants and food is one of the few pleasures of life I’m fond of. The other word, Bu is just my nickname. It comes from butriona, a dialectal term which in Arezzo, my town, refers to a fat peasant who is strictly bounded to her fields. Actually I love my town and Tuscany in general: I’ve got a deep esprit de clocher.
That’s just a brief explanation of the title of this blog where I will put all my articles on music that I publish in Italian in the website Rockit and that I will translate here into English.
what’s writing in the web for me November 10, 2008
If you know me just a little bit, you know that I love words. Their sound but especially how they can touch you, both if they’re uttered and if they’re written. I’ve even written two books, but they rest completely asleep in my hardware. Unpublished. Nobody wants to publish if you’re not famous. And, obviously, you cannot become famous if nobody publishes you.
I’d like to transform my passion for writing into a job, but it is impossible. I’ve resigned to the idea that I won’t make a living with my novels. But internet gives me the chance to make my works widespread. I’ll put my two books here in this blog. You will be able to download them in a pdf format and I’d really like to know what you think about them. I want at least to have my dream partially come true. I want others to read what I write. In this sense, I’m fully aware the web is so powerful.
I hope you’ll be more careful than publishing houses…
Io non so… voglio solo scappare March 28, 2009
i-just-dont-know
(cliccate sul titolo della canzone e poi di nuovo sul titolo in blu, si apre una finestra con la song)
Ogni volta ricado. E ogni volta non so se ce la farò a riprendermi.
Il dolore è una specie di bestia dentro di me. A volte riesco a domarla, a volte mi sbrana, mi riduce in brandelli come adesso. Però ci convivo e ormai il dolore è mio. Il dolore sono io.
Anche questa volta non so come finirà. Se nel Pronto Soccorso a chiedere di nuovo aiuto, se con un coltello in mano, se con la macchina a 140 km/h contro un muro…
Io non so…
E ci sono di nuovo dentro fino al collo.
Quando tocchi il fondo, non ti vergogni più di niente e allora chiedi solo aiuto.
Ecco, sono qui a chiedervi una mano, cosciente del fatto che non so se questa volta ce la farò veramente…
I just don’t know
when this feeling has come
and when it will go
I just wanna go away
Just wanna be loved
And when the pain
is so deep in your soul
maybe it’s better to die
I just don’t know
when this feeling has come
and when it will go
I fall in love with the ideas
and then reality breaks them all
I’m asking for help
but maybe it’s better to die
I just don’t know
when this feeling has come
and when it will go
Innamorata… dell’idea… May 10, 2009
Why don’t you fall in love with me?
Semplice.
Mi sveglio accanto a te che dormi ancora. Su un fianco, con la bocca aperta e il respiro rumoroso. Mi viene troppo da ridere. Non riesco più ad addormentarmi. Voglio stare a guardarti e ogni minuto di sonno è tempo senza di te.
Non parliamo di niente. Non ce n’è bisogno. Mi metto in un angolino della tua stanza, con la finestra che dà sulla città e comincio a cantare. Abbraccio la chitarra e sono le note a dire quello che provo per te.
Ti guardo ancora e mi sento bruciare…
Why don’t you fall in love with me?
Esco e non ti chiamo. Esci e non mi mandi nessuno messaggio. A noi non frega niente di queste smancerie. Non farmi mai dei regali perché non mi piacciono queste cose. Sai, i miei mi davano dei soldi e mi dicevano: “cavati dalle palle”.
Io odio comprare, festeggiare le ricorrenze… Io voglio solo stare con te.
Semplice.
Non ho bisogno di chiamarti tre volte al giorno per sapere che ci sei. Ho bisogno solo di guardarti un attimo e allora mi sento forte.
Why don’t you fall in love with me?
Impegnarsi? Storiella? Botta e via? Fidanzamento?
Che palle le etichette.
Stammi vicino. Baciami. Abbracciami.
Me ne frego del resto.
Sai, mi sono innamorata dell’idea di te e me…
E non ti guardo. E non ti parlo. E non ti saluto. Perché sei è un’emozione così forte che mi sovrasta fino a farmi piangere.
Why don’t you fall in love with me?
La mia tesi pubblicata May 14, 2009

Sono ironica, dissacrante, TREMENDA.
Non potevo che fare la tesi su un autore estremamente scorretto e cazzone. Un grande!
La mia relatrice, altrettanto una grande, una donna con le palle per intendersi (a soli 30 anni insegna già all’università!) mi ha aiutato con la traduzione e ora la mia tesi è pubblicata nel JOURNAL OF INTERCULTURAL COMMUNICATION.
Eccola: http://www.immi.se/intercultural/
Ne parla lo stesso Stephen Clarke: http://www.stephenclarkewriter.com/news-stephen-clarke.php
Patti chiari… May 25, 2009
Allora… vedevo le star come grandi persone, miti inarrivabili bla bla bla
Poi un anno di lavoro nel “settore”, e speranze musicali mandate un po’ a puttane…
Non mi piace questo modo di concepire la musica perché commerciale, politico, ‘na merda proprio…
Io sono una persona semplice. O meglio. Sono talmente incasinata, piena di problemi che cerco sempre la semplicità. Quando sguazzi nella merda, cerchi prima di tutto l’acqua, mica il profumo… Non so se mi spiego.
Voglio una famiglia, una persona che mi voglia bene al mio fianco, fare le cene a casa con gli amici, parlare inglese, cantare sotto la doccia o magari in una stanzetta solo per chi mi vuole bene.
Un cd? Un tour? Gli Mtv Awards? Me ne fotto proprio.
E un libro mio pubblicato? Bha… non è poi così importante.
Voglio una cazzo di casa in cui poter tornare la sera dal lavoro senza angoscia. Home sweet home.
Tutte le altre cose per me hanno un significato relativo.
Oggi ho fatto l’interprete per Patti Smith. A parte il fatto che riascoltandomi in tv sono stata davvero pessima…. Madò, come parlo male… Che vergogna… Anyway, mentre tutti mi hanno detto: “che figata, oddio che bello ecc ecc”, non c’è proprio paragone con quelle che per me sono le cose importanti…
Vuoi mettere le serate del Plug&Play passate con gli amici sto weekend? O il pomeriggio passato al parco con la Giulaia? O lì sulla panchina noi soliti quattro davanti a casa della Gaia…
Insomma, ASPETTO LA RIVINCITA, CAZZO!!!!
Mi prenderò quello che il dolore mi ha tolto, porca maiala. Mi ci metto di impegno!
Questi mesi a Firenze e le nuove persone che ho conosciuto mi hanno dato stimoli in più.
Vado avanti. Stringo i denti. E vaffanculo al mondo dei lustrini!

Finito il campionato! Io e il calcio… June 1, 2009
Sono sempre stata il maschiaccio di casa. Tra due sorelle bamboline, curate e truccate, io mi distinguo per guardaroba da hip-hopparo di serie B e portamento non proprio fine. Quella povera minoranza etnica del mi’ babbo, unico uomo fra quattro donne, non poteva che trovare in me un valido supporto. Così, dai dieci anni in poi, ha cominciato a portarmi alle partite: Arezzo, Foiano in Eccellenza, Fiorentina in ritiro. Un anno siamo andati pure in Valle d’Aosta a vedere i ritiri di Inter e Juve. Facevo giocare a calcio pure le barbie. A tredici anni sapevo tutte le regole calcistiche, persino il fallo da ultimo uomo con conseguente espulsione. Le estati senza campionato, Europei o Mondiali, erano le più brutte. Avevo una crisi d’astinenza tale da sentirmi bene solo con il trofeo Birra Moretti. Poi, la svolta. 14 maggio 2000. Sul Curi si abbatteva una pioggia torrenziale. La Juve, 70 punti in classifica, si giocava a distanza lo scudetto con la Lazio. Un patema atroce. Da una parte del divano il mi’ babbo-gufo, dall’altra io-”gobba”. Davanti a noi, la tavola imbandita per festeggiare quello che doveva essere l’imminente scudetto. E invece no. Gol di Calori e la rabbia mi va alla testa. Incazzata nera, prendo una pesca e la lancio contro il muro. Non l’avessi mai fatto. Un quadro si rompe, il muro si sporca e la mia passione per il calcio finisce. La mi’ mamma me ne dette così tante, ma così tante che decisi che il calcio mi aveva annebbiato la testa abbastanza. Sport troppo violento. Da allora non guardo molto le partite. I calci al pallone mi ricordano troppo quelli di mia madre sul mio culo. Poi gli scandali della Juve, dal doping a Moggi. Troppo schifo per rischiare la pelle. In fondo, lo sport non mi si addice per niente.
Be Happy, you’re so unhappy October 27, 2009
Paradossale…
Ieri, la mi’ mamma è tornata dal lavoro con questo libretto, comprato apposta per me.
Sono tutta una serie di cartoon della Sheean che invitano a cercare la serenità.
Paradossale, sì. Perché dovrei essere io a rendere serena la mi’ mamma adesso.
Sta male, e io non so che fare.
La vita mi fa letteralmente schifo. Vorrei prendere la mi’ mamma a braccetto e andarmene via con lei. Per sempre.
Lei che continua ad andare al lavoro, nonostante tutto.
Lei che, tra giornate all’ospedale, vomito e diarrea, è ancora qui con la sua forza.
E i medici non pensavano che potesse arrivare alla fine dell’estate… Sì, però i medici non avevano capito un cazzo manco della mi’ nonna, visto che lei in un mese quest’estate se ne è andata via.
Io, invece, sono qui a gestire una vita di cui non trovo il senso.
Perché è proprio inutile una vita passata a prendere per 23 anni mazzate (fisiche e morali) proprio dalla madre che ora assisti in punto di morte.
Perché è proprio inutile una vita passata a inseguire il sogno di scrivere e cantare, quando non hai il talento e se ce l’hai (lo sto cercando) nessuno è disposto a farlo fiorire.
Datemi la medaglia Fields per la matematica… October 3, 2009
La seguente teoria è frutto di moltissimi secondi di ricerca, di “spremimento” di meningi e di consultazione di attendibilissime pagine di Wikipedia. L’assoluta oggettività di questa teoria risiede nel fatto che si applica solo a un singolo soggetto: io.
La teoria presenta queste PREMESSE:
1) al mondo siamo circa 6 miliardi, migliaio in più, migliaio in meno a seconda dell’alternarsi di tsunami, nubifragi, terremoti e guerre atomiche
2) secondo le statistiche statunitensi, ci sono 7 donne per ogni uomo
3) la nazione più popolosa del mondo è, ma guarda un po’, la Cina con circa un miliardo e mezzo di abitanti
CONCLUSIONE:
La mia anima gemella è un cinese
COROLLARIO:
Appurato che l’uomo che finalmente mi completerà al 100% diventando il compagno della mia vita ha gli occhi a mandorla (cosa che non mi dispiace affatto, vista la mia proverbiale predilizione per i bassini mori) non mi resta che:
a) bazzicare per tutti i ristoranti cinesi di Arezzo. Puzzerò di fritto ma per amore si fa questo e altro
b) fare una puntatina a Prato
c) extrema ratio: andare in Cina e buttarmi sul primo cinese che incontro
Legge della probabilità assistimi!!!
Il Mondo (visto da una pseudo-adolescente di 23 anni) September 30, 2009
Non è il mondo che fa schifo. Non è Arezzo con la sua gentaglia o l’Italia con i suoi politici.
Non dividiamo sempre per categorie: non ci sono i buoni e i cattivi, gli uomini e le donne, i seri e i traditori. Non facciamo i razzisti-sessisti-idealisti.
TUTTA l’umanità fa proprio cacare. Non si salva nessuno.
Ogni uomo produce merda e piscio, vomito, sudore, caccole e pus.
I nostri prodotti ci rappresentano in pieno.
Io per prima sono una persona schifosa e mi merito il fatto che alcuni (soprattutto cromosomi XY) mi abbiano fatto del male, mi abbiano dato buca in maniera clamorosa o abbiano fatto finta di essermi amici per poi ignorarmi.
Tra pochi anni finisce il mondo? Meno male che c’è Chi ha capito che così non si può andare avanti!
I only feel this huge, enormous DELUSION
Le silence, la douleur, la vie September 23, 2009
Io ho solo capito che la mia felicità è stargli accanto.
Nel silenzio.
E so solo che la mia infelicità è una vita che me lo toglie dalle braccia.
Chagrin et vie se mêlent dans cet infini.
Je me demande si la douleur est ma meilleure amie car elle est toujours auprès de moi.
Tu es mort. Tu as vécu dans mon âme et tu vivras toujours dans mes pensées.
(Nota dell’autore: questo post è il tipico esempio delle mie uscite depresse e ammorbanti. Di quei raccontini che scrivo e che il mio capo dice che fanno cattiva pubblicità all’azienda. Oh, ragazzi, ora come ora sto proprio di merda. Che ce posso fà?)
Old-Fashioned Girl August 21, 2009
Ah, il fascino dell’uomo maturo….
Non ho l’età (per amarti)
Gigliola Cinquetti
Non ho l’età non ho l’età per amarti
non ho l’età per uscire sola con te.
E non avrei, non avrei nulla da dirti
perché tu sai molte più cose di me.
Lascia che io viva,
un amore romantico
nell’attesa che venga quel giorno
ma ora no,
non ho l’età non ho l’età per amarti,
non ho l’età per uscire sola con te.
Se tu vorrai, se tu vorrai aspettarmi,
quel giorno avrai
tutto il mio amore per te.
Non ho l’età non ho l’età
per uscire sola con te.
E non avrei, non avrei nulla da dirti
perché tu sai molte più cose di me.
Lascia che io viva,
un amore romantico
nell’attesa che venga quel giorno
ma ora no,
non ho l’età non ho l’età per amarti,
non ho l’età per uscire sola con te.
se tu vorrai, se tu vorrai aspettarmi,
quel giorno avrai
tutto il mio amore per te.
FAI LA TUA SCELTA! August 17, 2009
And what I gotta say, and what I gotta say, is rebel
While today is still today, choose well
And what I gotta say, is rebel, it can’t go down this way
Choose well, choose well, choose well…
…choose well, choose well, choose well
E quello che devo dire, quello che devo dire è ribellati, fino a che è ancora oggi, scegli bene, e quello che devo dire è ribellati, non può andare avanti così… scegli bene, scegli bene, scegli bene, scegli bene





















