My first steps into the Research World

Dopo varie fatiche e revisioni, ecco finalmente il paper sulla mia tesi pubblicato!
Sarà possibile scaricarlo da qualsiasi Università e a breve sarà disponibile on-line gratuitamente.
Piano piano cerco di rendere un sogno realtà…
Che fatica :-)

Australia-Italia -> Venezia

Venezia, 3 Gennaio 2012

La Terra ruota attorno al Sole. La Terra è in movimento costante.
Sta a te decidere se muoverti con lei o se rimanere fisso dove sei e lasciare che tutto il resto invece si sposti indipendentemente da te.

Grazie Betta per le chiacchierate insieme, per le lunghe e-mail e i tanti pensieri che abbiamo in comune.
Siamo due viaggiatrici, prima che del mondo, delle nostre anime :-)

Capodanno Party 2011-2012

Friends never leave you alone!
Especially when you’re in trouble.

Photos by Caterina Trazzera

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2011 in review – Benvenuto 2012!

Si chiude un anno particolare…
Mamma, penso continuamente a te. Sei nel mio sorriso, ti vedo nei gesti e nelle abitudini delle mie sorelle.
Cercherò di essere forte come lo sei stata sempre tu.

Il 2012 sarà l’anno dei miei viaggi, del periodo all’estero che dovrò fare, in più città europee.
Sarà l’anno della mia apertura al mondo e, piano piano, alle persone.

Si chiude un anno che vorrei dimenticare, ma che è giusto aver vissuto a pieno. Ho imparato tanto e ho conosciuto nel profondo ogni lato del mio animo.

Un anno, il 2011, raccontato nel mio blog che mi ha aiutato a superare tanti momenti difficili. Amo scrivere e qui sono la protagonista del mio romanzo online.

BU

 

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

A New York City subway train holds 1,200 people. This blog was viewed about 5,100 times in 2011. If it were a NYC subway train, it would take about 4 trips to carry that many people.

Click here to see the complete report.

Singing of love for a lovely 2012

Che il 2012 sia un anno di amore.
Che si coronino i sogni delle mie sorelle, che siano amate di un amore buono e paziente.
Che Anna possa solidificare e vivere serenamente la sua storia.
Che Claudia trovi finalmente chi possa meritare tutta la sua immensa bontà.
Che io riesca piano piano ad amare me stessa così da poter essere amata.

Per una volta, canto di amore. Dell’amore che sogna una ragazza romantica, ingenuamente dolce dietro la sua armatura.
Che l’anno nuovo sia l’anno dell’amore.
Che io ami senza per forza pretendere di essere riamata.

Alle mie sorelle, che amo di un amore semplice e puro.

STEAL EACH GLOW
I’d like to be your mother
I’d like to be your father
Just to love you in the most complete way of all
Protecting you in my womb
I’d like to be your fantasy which materializes in your hands
Gazing at the dawn with the sand on our fingertips
At low tide, at love time
I steal each glow coming from your eyes Continue reading

BUon Natale & BUon 2012!

La BU augura ai suoi pochi lettori un BUonissimo Natale e un altrettanto BUon Anno Nuovo.
Questo qua sotto è il Presepe che hanno fatto i miei/nostri (le catechiste vere e serie sono le splendide Laura e Lorella!) bimbi del I anno di Catechismo di Santa Maria delle Grazie: 
Alessandro, Alessia, Elena, Filippo, Francesca, Francesco, Leonardo, Luca, Matilde, Simone Valentina.


Auguri a tutti loro: undici bimbi che hanno reso queste ultime settimane del mio 2011 un po’ più leggere.
Strano come tutto in un modo o nell’altro trovi un senso, un fil rouge…
Otto anni fa, quando questi bambini nascevano, mia mamma subiva il primo intervento.
Avevo 17 anni e di botto il mondo è cambiato. Ho iniziato ad avere paura. Una paura folle, che mi ha allontanato da tutti, da Dio in primis. Quando questi bambini venivano battezzati, io ero in preda al panico. Ho sempre dormito nel lettone con la mamma e dopo che si è ammalata ho cominciato a svegliarmi la notte, mi avvicinavo al suo volto per sentire se respirava bene. Ora, quando sono ad Arezzo, dormo con mia sorella più piccola nel lettone. E ancora mi sveglio e cerco maman…
Non è stato facile… Questi 8 anni sono stati duri. Anni passati a preparare gli esami in sala d’aspetto dell’ospedale mentre mia mamma faceva la chemio. A non festeggiare nulla, perché non avevo voglia di ridere, di scherzare, di vivere, fondamentalmente… A vedere che tutti intorno a me vivevano i loro vent’anni e io mi chiudevo nel mio dolore.
Questi undici bambini mi stanno aiutando a voler bene, in maniera ingenua e senza timori. Sto imparando a sciogliermi, addirittura ad abbracciare, io che sono così ruvida :-p
Piano piano sto recuperando la voglia di giocare, di essere spensierata.
Ho voglia di vivere adesso, di non lasciarmi più sopraffare dalla negatività… Ho l’esempio di mia mamma a farmi da guida.

HO IL DOVERE DI RICERCARE L’AMORE E LA SERENITÀ.

Forse la BU sta davvero cambiando… Forse sono finiti i tempi bui… Forse ci saranno momenti ancora più difficili di questo, ma ho la certezza ora di avere la mia Luce.

E in pieno stile BU, ecco una canzone per augurarvi uno splendido 2012, senza più paure!

LOVE IS REQUITED
So the day has finally come
With my past I’ve drawn the sum
And I’m glad I’m moving on
Lost in un-returning time
Let the winter chill my prime
But I’m done, I’m moving on
Looking back can help you through
But I wonder if that’s true
I don’t wanna have to stake it
Maybe sorrow is my gain
And I’m learning from the pain
But I’m ready to move on
Coz the moment’s high
And my tears have dried
And I feel
Show myself in flame and steel
Coz the moment’s nigh
And I’m out to try
This is real
Clad myself in flame and steel
Yeah, you’ll be invited
If you’re willing to show your hand
Love is requited
Yeah, you’ll be invited
If you’re willing to show your hand
Love is requited
Lost in un-returning time
Let the winter chill my prime
But I’m done, I’m moving on
Maybe sorrow is my gain
And I’m learning from the pain
But I’m ready to move on
Coz the moment’s high
And my tears have dried
And I feel
Show myself in flame and steel
Coz the moment’s nigh
And I’m out to try
This is real
Clad myself in flame and steel
Yeah, you’ll be invited
If you’re willing to show your hand
Love is requited
Yeah, you’ll be invited
If you’re willing to show your hand
Love is requited
L’AMORE È CONTRACCAMBIATO
E così il giorno è finalmente arrivato
Ho fatto i conti con il mio passato
E sono felice di essere riuscita ad andare avanti
Persa in un tempo senza ritorno
Lascio che l’inverno congeli la mia giovinezza
Ma ne ho abbastanza, sto andando avanti
Guardare indietro ti può aiutare
Ma mi chiedo se questo è vero
Non vorrei dover rischiare
Forse il dispiacere è quel che ho guadagnato
E sto imparando dal dolore
Ma sono pronta ad andare avanti
Perché è il momento giusto
Le mie lacrime si sono asciugate
E sento
Mostro me stessa in fiamme e acciaio
Perché il momento è vicino
E sono fuori per provare
Che questo è reale
Vesto me stessa di fiamme e acciaio
Sì, sarai invitato
Se vorrai mostrare la tua mano
L’amore è contraccambiato
Persa in un tempo senza ritorno
Lascio che l’inverno congeli la mia giovinezza
Ma ne ho abbastanza, sto andando avanti
Guardare indietro ti può aiutare
Ma mi chiedo se questo è vero
Non vorrei dover rischiare
Forse il dispiacere è quel che ho guadagnato
E sto imparando dal dolore
Ma sono pronta ad andare avanti
Perché è il momento giusto
Le mie lacrime si sono asciugate
E sento
Mostro me stessa in fiamme e acciaio
Perché il momento è vicino
E sono fuori per provare
Che questo è reale
Vesto me stessa di fiamme e acciaio
Sì, sarai invitato
Se vorrai mostrare la tua mano
L’amore è contraccambiato

Un cadeau pour maman par papa

Sierra Leone (Koinadug District Council): Ambulatorio Oculistico Dott. Eugenio Montagni / Dott. Bayuku Peter Konteh

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Hola hola hola vò a dormire nell’aiola!

Madrid, 17-21 Dicembre 2011

… e invece sono stata accolta nel piso italo-americagnolo della Gaiottela a Madrid. Finalmente.

Si sa, amo le grandi metropoli, le grandi città che offrono una fetta di mondo racchiusa in una decina di linee di metro. Amo camminare in mezzo a gente sempre nuova e sognare di poter reinventare la mia vita, di poter rendere speciale la mia banalità di persona comune.
Sogno la novità, il periodo che passerò all’estero per lavoro, in cui forse potrò essere veramente felice. E spero che quando andrò via, tra pochi mesi, ci sarà una Gaia ad accogliermi per darmi forza e coraggio.

Questa la mia Madrid:

  • la Spagna già nel volo d’andata tra una studentessa Erasmus che riempie la mia valigia vuota per il trasloco della Gaia con panettoni e tortellini da portare a casa per Natale e una mamma spagnola con il figlio undicenne dall’accento modenese che la rassicura stringendole la mano durante il decollo
  • la colazione, d’obbligo, da Starbucks con caffè mocca/praliné/chai tea e biscottoni d’avena
  • strade piene di bar e bar pieni di persone: ogni sera storie e vite raccontate attorno a un tavolo, davanti a tacos e copas
  • uno svedese ventottenne dalla faccia da cicciobello che produce lambrusco e limoncello, suona il jazz a Varsavia e vende caffè italiano su un’ape trasformata in bar-mobile
  • gente che fa ore e ore di fila per un biglietto della lotteria nazionale sfidando i napoletani in scaramanzia e superstizione
  • la stessa canzone ripetuta allo sfinimento riproposta in mille forme: jam session alla festa della despedida, versione ballata, versione Gaia sotto la doccia, versione YouTube, versione Spotify, versione Bu che non sa lo spagnolo, figuriamoci il portoghese
  • i 3 chili e passa di gnocchi alla besciamella preparati in un intero pomeriggio dalla Gaia e mangiati 2 sere su 4
  • l’albero di Natale per bimbi speciali
  • Alis, la musica indie pop spagnola, i cantautori che escono dal guscio di un uovo e non sanno il perché, e il botta e risposta su facebook con la Gaia (♥)
  • l’hummus, il pan chino, lo sformato di patate e mozzarella
  • le amiche che cambiano ma che hanno sempre un posto nel cuore per te
  • la malinconia di questo Natale dal sapore nuovo e inaspettato
  • l’uomo triste e solo al ristorante che fissa il suo piatto con mestizia facendoci salire un magone addosso che non ti dico
  • aspettare le 4 di mattina, un po’ al Pepa, un po’ svaccata sul divano, un po’ scrivendo
  • la metro pulita, i palazzi splendidi della Gran Via, il Prado, il Reina Sofia, le piazze, il monumento egizio
  • i miei 4 giorni di vacanza in un anno duro e doloroso, ma con te sempre nella mia mente

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ORGOGLIO DI SORELLA!!!

Arezzo, 12 Dicembre 2011

Claudia Montagni, laurea triennale in Scienze per i beni culturali

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Why Chez Bu?

Well, every respectful beginning must get you into the general idea of the whole aim of a project. To be simple and clear, you cannot follow this blog if you don’t know who is behind this html language.
Chez Bu is a couple of words which sum up my origins, i. e. who I am. My mother is half French and, in this sense, I’ve always liked the condition of ambiguity an immigrant lives. Being someone elsewhere than your country is scaring and fascinating at the same time. Moreover, the preposition chez reminds of restaurants and food is one of the few pleasures of life I’m fond of. The other word, Bu is just my nickname. It comes from butriona, a dialectal term which in Arezzo, my town, refers to a fat peasant who is strictly bounded to her fields. Actually I love my town and Tuscany in general: I’ve got a deep esprit de clocher.

That’s just a brief explanation of the title of this blog where I will put all my articles on music that I publish in Italian in the website Rockit and that I will translate here into English.

Innamorata… dell’idea…

Why don’t you fall in love with me?

Semplice.
Mi sveglio accanto a te che dormi ancora. Su un fianco, con la bocca aperta e il respiro rumoroso. Mi viene troppo da ridere. Non riesco più ad addormentarmi. Voglio stare a guardarti e ogni minuto di sonno è tempo senza di te.

Non parliamo di niente. Non ce n’è bisogno. Mi metto in un angolino della tua stanza, con la finestra che dà sulla città e comincio a cantare. Abbraccio la chitarra e sono le note a dire quello che provo per te.
Ti guardo ancora e mi sento bruciare…

Why don’t you fall in love with me?

Esco e non ti chiamo. Esci e non mi mandi nessuno messaggio. A noi non frega niente di queste smancerie. Non farmi mai dei regali perché non mi piacciono queste cose. Sai, i miei mi davano dei soldi e mi dicevano: “cavati dalle palle”.
Io odio comprare, festeggiare le ricorrenze… Io voglio solo stare con te.
Semplice.

Non ho bisogno di chiamarti tre volte al giorno per sapere che ci sei. Ho bisogno solo di guardarti un attimo e allora mi sento forte.

Why don’t you fall in love with me?

Impegnarsi? Storiella? Botta e via? Fidanzamento?
Che palle le etichette.
Stammi vicino. Baciami. Abbracciami.
Me ne frego del resto.
Sai, mi sono innamorata dell’idea di te e me…
E non ti guardo. E non ti parlo. E non ti saluto. Perché sei è un’emozione così forte che mi sovrasta fino a farmi piangere.

Why don’t you fall in love with me?

La mia tesi pubblicata

9780593056318
Sono ironica, dissacrante, TREMENDA.
Non potevo che fare la tesi su un autore estremamente scorretto e cazzone. Un grande!
La mia relatrice, altrettanto una grande, una donna con le palle per intendersi (a soli 30 anni insegna già all’università!) mi ha aiutato con la traduzione e ora la mia tesi è pubblicata nel JOURNAL OF INTERCULTURAL COMMUNICATION.
Eccola: http://www.immi.se/intercultural/

Ne parla lo stesso Stephen Clarke: http://www.stephenclarkewriter.com/news-stephen-clarke.php

Patti chiari…

Allora… vedevo le star come grandi persone, miti inarrivabili bla bla bla
Poi un anno di lavoro nel “settore”, e speranze musicali mandate un po’ a puttane…
Non mi piace questo modo di concepire la musica perché commerciale, politico, ‘na merda proprio…
Io sono una persona semplice. O meglio. Sono talmente incasinata, piena di problemi che cerco sempre la semplicità. Quando sguazzi nella merda, cerchi prima di tutto l’acqua, mica il profumo… Non so se mi spiego.
Voglio una famiglia, una persona che mi voglia bene al mio fianco, fare le cene a casa con gli amici, parlare inglese, cantare sotto la doccia o magari in una stanzetta solo per chi mi vuole bene.
Un cd? Un tour? Gli Mtv Awards? Me ne fotto proprio.
E un libro mio pubblicato? Bha… non è poi così importante.
Voglio una cazzo di casa in cui poter tornare la sera dal lavoro senza angoscia. Home sweet home.
Tutte le altre cose per me hanno un significato relativo.
Oggi ho fatto l’interprete per Patti Smith. A parte il fatto che riascoltandomi in tv sono stata davvero pessima…. Madò, come parlo male… Che vergogna… Anyway, mentre tutti mi hanno detto: “che figata, oddio che bello ecc ecc”, non c’è proprio paragone con quelle che per me sono le cose importanti…
Vuoi mettere le serate del Plug&Play passate con gli amici sto weekend? O il pomeriggio passato al parco con la Giulaia? O lì sulla panchina noi soliti quattro davanti a casa della Gaia…
Insomma, ASPETTO LA RIVINCITA, CAZZO!!!!
Mi prenderò quello che il dolore mi ha tolto, porca maiala. Mi ci metto di impegno!
Questi mesi a Firenze e le nuove persone che ho conosciuto mi hanno dato stimoli in più.
Vado avanti. Stringo i denti. E vaffanculo al mondo dei lustrini!
Patti Smith & Bu

Finito il campionato! Io e il calcio…

Sono sempre stata il maschiaccio di casa. Tra due sorelle bamboline, curate e truccate, io mi distinguo per guardaroba da hip-hopparo di serie B e portamento non proprio fine. Quella povera minoranza etnica del mi’ babbo, unico uomo fra quattro donne, non poteva che trovare in me un valido supporto. Così, dai dieci anni in poi, ha cominciato a portarmi alle partite: Arezzo, Foiano in Eccellenza, Fiorentina in ritiro. Un anno siamo andati pure in Valle d’Aosta a vedere i ritiri di Inter e Juve. Facevo giocare a calcio pure le barbie. A tredici anni sapevo tutte le regole calcistiche, persino il fallo da ultimo uomo con conseguente espulsione. Le estati senza campionato, Europei o Mondiali, erano le più brutte. Avevo una crisi d’astinenza tale da sentirmi bene solo con il trofeo Birra Moretti. Poi, la svolta. 14 maggio 2000. Sul Curi si abbatteva una pioggia torrenziale. La Juve, 70 punti in classifica, si giocava a distanza lo scudetto con la Lazio. Un patema atroce. Da una parte del divano il mi’ babbo-gufo, dall’altra io-”gobba”. Davanti a noi, la tavola imbandita per festeggiare quello che doveva essere l’imminente scudetto. E invece no. Gol di Calori e la rabbia mi va alla testa. Incazzata nera, prendo una pesca e la lancio contro il muro. Non l’avessi mai fatto. Un quadro si rompe, il muro si sporca e la mia passione per il calcio finisce. La mi’ mamma me ne dette così tante, ma così tante che decisi che il calcio mi aveva annebbiato la testa abbastanza. Sport troppo violento. Da allora non guardo molto le partite. I calci al pallone mi ricordano troppo quelli di mia madre sul mio culo. Poi gli scandali della Juve, dal doping a Moggi. Troppo schifo per rischiare la pelle. In fondo, lo sport non mi si addice per niente.

Laurea Magistrale “Teorie della Comunicazione”

Le foto della mia laurea
6 Marzo 2010

Femminismo alla Giapponese 小悪魔

C’è una parola giapponese che indica quella fetta di tutta la razza maschile che non tollero : 小悪魔, i koakuma, i “ragazzi diavolo”. 
Usato prima per apostrofare le donnine dai facili costumi, ora in Giappone questo termine è utilizzatissimo dalle più giovani per indicare i dongiovanni.
Stuoie di ragazze ai loro piedi, aria sorniona, forse un po’ tamarri, forse solo superficiali, i koakuma sul pianeta sono sempre di più.
Ce ne sono ovunque. Il problema è che si confondono… Pensi che siano bravi ragazzi, con la testa a posto, creativi e gentili. Invece, tonf! Li vedi provarci con qualsiasi femmina che respiri, ma che sia rigorosamente al di sotto di una taglia 42. Le sbarbine insomma…
D’altra parte ha ragione la mi’ mamma quando dice che “gli uomini sono maiali perché le donne sono troie”. Insomma, di tutte ‘sti suini io farei volentieri una carneficina: salumi a gogo, gente!

Per adesso mi consolo rileggendo per l’ennesima volta questo shojo 少女:

Koakuma Cafe
di Aya Oda
Star Comics


L’arte di essere imperfetti

Ho un’estrema paura dell’Uomo.
Mi avvicino all’Altro stando sempre bene in guardia. Fin da piccola ho dovuto diffidare persino del mio stesso sangue…

Eppure amo ciò che l’Uomo produce, con le sue piccole, bellissime imperfezioni.

Ajax e mysql. Vedo il mio datore di lavoro scrivere stringhe, correggerle, ricontrollare ogni apice e parentesi. E da ogni errore nasce una nuova idea. Si crea passo dopo passo un piccolo gioiello -a me carissimo- del web. Prove su prove per raffinare la query; stopwords che si aggiungono per restringere le entries; codici da copiare e incollare in un quadro di colori a 18 bit.

Violino. La mia maestra di piano si reinventa. Da un po’ si è dedicata a questo nuovo strumento. Improvvisa e mi fa sentire in estemporanea i brani che sto studiando al piano, riprodotti da corde e archetto. Cerca il suono pazientemente. Sbaglia, si corregge, produce un suono nuovo. Dall’imperfezione scaturisce un attimo di sospensione. Siamo entrambe in attesa. Come verrà la prossima nota?

Lauryn Hill. Ascolto “I get out” da uno dei cd più belli che abbia mai fatto ingoiare al mio computer, un unplugged che è stata la colonna sonora di periodi bui e momenti più sereni. A un certo punto, un po’ dopo il primo minuto, Lauryn si blocca. Si è dimenticata il testo. Una pausa bellissima. Un sorriso e si comincia di nuovo. In quel silenzio imbarazzato c’è tutta la preziosità di questo brano.

Ho un’estrema paura dell’Uomo, ma amo la sua arte. Amo le stonature in una canzone cantata con le lacrime agli occhi. Amo i ritmi sbagliati per la troppa foga, gli accordi “scazzati” per distrazione o solo per timore. Amo gli errori di scrittura, le sviste, le lettere digitate male sulla tastiera.

Amo i prodotti dell’Uomo perché ne mostrano la fragilità.

Il vero artista è fallace, debole, sensibile.

L’Arte rende l’Uomo nudo, semplicemente vulnerabile.

PORTATEMI A BALLARE!!!

I love dancing
Sfogarsi su qualsiasi musica, dalla classica all’hip-hop.
Farsi bastare il ritmo, i battiti delle casse dritte dentro lo stomaco.
Muoversi secondo l’istinto.
I love watching people dancing
Non i professionisti che danzano sulle punte seguendo dei passi prestabiliti.
Guardare le amiche scatenarsi, muoversi come pare a loro.
Dare il proprio senso alla musica.

I’d like dancing on my own song: HAPPINESS AND NO FEARS

How can a man like you
be interested in a girl like me?
but there’s a strange chemistry between you and me
and I just like it
searching for my hips you put your eyes on me

RIT. Imaging there’s no sky above us
Imaging that the sun is under the earth
we’ve got only one word to express what we feel
and this feeling is about happiness and no fears

Come on, dance with me, dance with me
here is my body under your control
tell me if you can feel the groove
pretty girls ‘round you but tonight I own you
turn the volume down, there’s our music on

RIT.

We’re just making it, we’re just composing it
can you hear it? it’s so passionate
touch me again, just hold me in your embrace
you fit in with me, it’s all that I need
A man near me who can fulfill my fantasy

RIT.

We’re just bursting into flames
tonight I can let you fake
I don’t care who you are
If you’re a star or a lyer
you’re just making it so good

Music Italy Show (Bologna)

Domenica 16 Maggio, Paola Tacconi e Marilena Fracassi hanno presentato al Music Italy Show di Bologna il loro libro: Step by Step tra le Note. Metodo Graduale per l’apprendimento del solfeggio.

Questo libro unisce ben tre passioni fondamentali nell mia vita: la musica (ovviamente), il linguaggio e i bambini. Ho iniziato a suonare il pianoforte solo sei mesi fa dopo anni (atroci) di chitarra classica, ma, nonostante le mie abituali e proverbiali crisi -”non sono capace”, “oddio, ma chi me l’ha fatto fare”, “a 24 anni non si può iniziare a suonare uno strumento nuovo” ecc. ecc.- sono contentissima di aver intrapreso questo percorso. Anche perché mi ha dato la possibilità di conoscere la Paola, una bellissima (anche fisicamente, ammazza!) persona da cui sto apprendendo davvero tanto, anche al di là dagli spartiti.
Step By Step tra le Note è un esempio lampante della necessità di incrementare gli studi relativi al linguaggio e alla musica. Da questo libro ho tratto spunto per la sezione “Music Time” del mio esperimento. Sperando (pregate per me!) che ripartano le borse di dottorato o che qualche ente privato finanzi il mio progetto di ricerca, il mio obiettivo “professionale” è quello di approfondire l’analisi delle correlazioni tra musica e linguaggio, a livello di processi di apprendimento e di substrati cerebrali coinvolti.
Al di là di quelle che vengono definite pseudo-scienze come la musicoterapia o l’etnomusicologia, scienziati e ricercatori hanno comprovato l’importanza della musica nella cura dei disturbi dell’apprendimento, quali, ad esempio, la dislessia.
Insomma, speriamo che questo libro abbia il successo che merita, visto il grande contributo che dà all’insegnamento della musica nell’età evolutiva.

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Copia Conforme in Val di Chiana

Il mi’ babbo fino alla tomba si vanterà di aver curato l’occhi della Binoche

ahahaha

Dr. Eugenio Montagni
Specialista in Oculistica
Consulente Chirurgo presso l’Ospedale San Donato di Arezzo e l’Ospedale della Fratta di Cortona
Riceve su appuntamento a Foiano della Chiana, Via Antica 3
Tel: 0575640006

LA MIA RECENSIONE DI COPIA CONFORME SU WSM

Fête pour la retraite de Maman

À compter du 1er janvier 2012, en se conformant à la loi européenne, les femmes salariées de la fonction publique italienne pourront prendre leur retraite à 65 ans. On dit que cela est juste pour garantir une parité de traitement entre hommes et femmes. Or, cette décision imposée par Bruxelles tient compte aussi de la prétendue augmentation de l’espérance de vie des femmes… Ce que je peux vous dire, par contre, est que maman a pu prendre sa retraite avant 60 ans (elle a 56 ans) parce qu’elle est gravement malade. Il y a juste une chose qui fonctionne (pas si bien, mais au moins ça fonctionne) en Italie: le système sanitaire. Pour une fois, on peut bien parler de ce pays si catastrophique du point de vue politique…

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Loving the foreigners. L’Autre de soi.

Non avere radici mi ha fatto sempre sentire libera.

Per poter essere a casa ho bisogno solo di trovare un appiglio emotivo. Posso essere ovunque e ovunque sentirmi bene.

La mia città non è davvero casa mia. Arezzo mi opprime. Troppi pochi turisti. Troppa gente che conosco.

Aria, aria, Ilaria vuole aria.

La parola “familiarità” sembra avere un senso per me solo quando vado a Cortona. Non so perché. I miei sono nati e cresciuti in un altro paesino della Val di Chiana, ma fin da piccola portavano me e le mie sorelle a Cortona. Passeggiavamo per la Rugapiana e mi divertivo ad ascoltare accenti diversi, modi differenti di dare ai pensieri una forma sonora.

Una lingua mescolata. Come parla maman che infila una parola francese ogni tre in italiano e che storpia le pronunce. Idiomi diversi uniti in un’unica persona. Così, lingue differenti parlate in un’unica città.

Maman chiama mia sorella più grande Nanà e quella più piccola Clodià. Io sono Ilarià, sì con l’accento in fondo. Penso che sia indicativo… Cioè… Quando il tuo nome, la tua “etichetta” è modificata, adattata da una lingua all’altra, la storpiatura passa dall’involucro al contenuto…

Non amo le tradizioni, le ritualità legate alla “propria” terra. Perché una terra mia in fondo non ce l’ho. Amo i colori e i paesaggi della Toscana e penso che sia, insieme a Sicilia e Umbria, la vera perla dell’Italia. Ma se il mio senso estetico si appaga con la vista di queste regioni, sento sempre dentro l’esigenza di aprirmi al diverso.

È la mezcla, quella mescolanza tra ciò che le sovrastrutture del paese in cui cresciamo, studiamo o lavoriamo ci impongono e l’aspirazione a conoscere e assimilare quanto è al di là dei nostri confini.

Aspetto con pazienza e amore che la situazione a casa si sblocchi. Poi andrò via da qui. Mi basta respirare un po’ di aria… Giusto un po’… Sono partita piano piano con Firenze. Voglio ora il cosmopolitismo romano e poi New York e infine il Giappone.

Paris… Toutes les villes de la France je les connais déjà… J’ai tout vu et connu. Chaque été on a fait notre petit voyage dans le sud, le nord, l’est et l’ouest de l’Hexagone. J’aimerais bien vivre à Paris, ou juste quelque part en France, mais seulement avec maman. La France, c’est elle.

Con questo spirito rimango sempre affascinata dallo straniero.

Stranger in a Strange Land

Oggi è il 4 Luglio. La festa dell’Indipendenza Americana. Ho smesso di portare la bandierina a stelle e strisce attaccata allo zaino. Le spille della Star-Spangled Banner sono chiuse in un cassetto. Non sono più una filoamericana con il paraocchi, ma ammiro degli States il concetto di melting pot.

Non ho radici e non voglio attecchire da nessuna parte. Ogni luogo sarà casa mia fino a che sarà un sentimento a legarmi alla terra. Alla Terra.

Mi sento come un palloncino. Legato a un masso e che aspira al cielo. Slegherò piano piano questo filo…

Questo involucro, contenente e contenuto

Fermati un attimo.
Con il cappuccio calato sulla fronte mettiti in un angolo.
Osserva la gente che passa.
Analizza da capo a piedi ogni donna che cammina davanti a te.
Gambe lunghe, arti tozzi, visi squadrati, menti sporgenti.

Con quali ragazze faresti a cambio?

Trovane una perfetta di cui vorresti avere il corpo, il sorriso, le mani.
Osserva ogni andatura.
Natiche di tutte le circonferenze, piedi di varie lunghezze, caviglie affusolate e ginocchia ossute.

Bellezza. Perfezione. Portamento.

Guardati allo specchio.
Un viso tondo allora.
Un viso scavato ora.

Sacrificio, malattia, follia.

Ti restano le occhiaie adesso.
Solchi neri sotto gli occhi spenti.
La pelle non ha più limpidezza.
Le ossa sporgono da sotto le maglie larghe, dietro quei vestiti di decine di chili fa.

Vuoi uno sguardo su di te.
Hai perso la testa per quello sguardo.
Vuoi il desiderio, qualcuno che tenti di capire che sei un frutto acerbo, in cima all’albero, più in alto possibile.

Vuoi far sbocciare una sicurezza sepolta dietro i lividi e le infamie.

Butta la bellezza che hai dentro completamente fuori da te.
Rivestiti dell’amore che hai nascosto nel cuore, delle speranze, dei desideri.

Qualcuno ha già capito. Qualcuno capirà.

“Sentiti bella quanto vuoi tu” (A.D.F.)

Coro Tourdion

Essere alternativi oggi
Amare così tanto, senza limiti, senza etichette
Music is just everywhere, in every tiny second of my days
Trovo un senso in ogni suono
Lotto per una strada che so essere la sola da percorrere
Praying You, notwithstanding others
Loving You, even if they blame and revile You

Siamo io e la Musica… e mi basta così…

Arezzo-Verona-Arezzo

* 7 ore di treno in 2 giorni.

* Pensieri sparsi.

* Voglio un luogo dove non mi senta più inadeguata. Dove quello che faccio non sia troppo o troppo poco.

* Sono sempre stata un’anima inquieta. Mi parli e ti ascolto a metà. Sto in silenzio e passo già al pensiero successivo. E non puoi fermarmi. Tenere statica un’idea dentro di me.

* Il tempo dentro il treno è dilatato. Non importa che ore siano, c’è sempre qualcuno che sonnecchia su poltrone scomode pigiando le proprie ginocchia contro le gambe del dirimpettaio. Ogni ora è notte dentro i vagoni.

* Forse il pazzo che grida a Campo di Marte “Mi fai schifo all’inverosimile” sputando sillabe e livore non è poi così lontano dalla verità…

* Gennaio. Vivrò a metà. Un po’ dove la testa mi porta per la mia continua esigenza di scoprire e conoscere. E un po’ dove rimarrà sempre il mio cuore. Negli occhi di mia madre, nelle risate delle mie sorelle. Casa è dove sono loro e le persone a me care.

* La chiamano follia. Canto tra un vagone e l’altro, aspettando che il treno arrivi alla mia fermata. Il ferro che batte contro l’aria crea un ritmo senza senso. Posso improvvisare in libertà. Canto piano, con la bocca semichiusa. Bacio con dolcezza la musica. È l’amore più grande e non mi vergogno di condividere con gli altri tanta intimità.

* Sono in continuo movimento. Ferma non ci sono mai potuta stare. Ma il cuore, quello è saldo e al sicuro. Un cuore caldo e vivo. Per chi amo e amerò per sempre.

* C’è puzzo qui dentro. Non mascheriamo tutto con le parole. Non è odore di umanità o di vita vissuta. È proprio olezzo. Puzzo di sporco, di sugo-sudore, di schifo. Non cerchiamo la poesia anche dove non può esistere.

* La stazione di Bologna mi fa sempre un certo effetto. Ho passato tutti i weekend della mia triennale qui, ad aspettare la coincidenza per Forlì o per casa. Lungo i binari, davanti a “Delizia Emilia” o dentro la sala d’aspetto tra barboni avvinazzati e manager in giacca e cravatta. La stazione di Bologna sa di malinconia. Con il grigio delle pensiline che si fonde con la nebbia degli inverni passati lontani da casa. E dentro al MacDonald a trangugiare schifezze e lacrime.

* Ho sempre fatto di testa mia. In silenzio, senza farmi notare, faccio quello che voglio sempre e comunque.

* Solo per la musica posso tornare indietro. Butto al vento tutto se con la musica va in porto. Straccio contratti e assegni. Amore folle, senza senso. Amore vero.

* Ho paura.

* Ho voglia di andare via.

* Ho voglia di partire per poi tornare.

Non scrivo canzoni d’amore, ma nell’amore ci spero

Apro il cuore e lo richiudo.

I miei sentimenti sono preziosi e nascosti sotto chiave.

I pochi che hanno potuto entrare per un attimo nel mio cuore, hanno spento le loro cicche sulle pareti dei miei atri e poi hanno sbattuto la porta dietro di sé, lasciando cicatrici e scie di diffidenza.

Ma dentro il mio cuore si deve entrare in punta di piedi.

Togliti le scarpe e lasciale in un angolino del corridoio. Cammina a piedi nudi, con passo delicato. Piano piano… è un muscolo straziato questo mio cuore, con ferite che non si cicatrizzeranno mai… Puoi solo arrivare con gentilezza e cercare di curarmi. Basta questo, non pretendo che tu riesca a salvare l’inguaribile.

Io so amare.

Dietro gli occhiali verdi e i capelli arruffati, sotto le felpe giganti e i pantaloni larghi, c’è una donna che sa e vuole amare.
Dietro la maschera, dietro risposte-frecce e silenzi infiniti, c’è questo cuore sanguinante.
Dietro l’aggressività, il carattere mascolino e irriverente, c’è una persona dolce che ha sofferto troppo.

Trattami con delicatezza, romanticismo, toccami come un fioraio accarezza le piante di cui si prende cura.

Entra per sussurrarmi tra le vene che sono io il meglio per te. Nessuna seconda scelta. Io sono tutto ciò che vuoi.
Il regalo più grande che possiamo farci è stare insieme. Io e te.

Leggi tutto quello che scrivo. Ascolta tutto quello che suono.

Guardami come fossi la sola. Sono unica ed esclusiva.
Seguimi. Io ferma non ci so proprio stare. Gira il mondo con me e fai di noi la nostra casa. Conquistami e poi ribellati. Movimenta ogni attimo di me.

Dedicami fiotti di parole, falle sgorgare nelle mie arterie. Irrorami di amore.

Siamo musica io e te.

Sii paziente. Porta semplicità dentro di me. Le cose comuni, la linearità tra tutte le mie stranezze. Togli queste dissonanze con la tua bontà.

Dimmi che sono la voce più bella, la sola canzone che ascolteresti senza interruzione da qui all’eternità.
Non fare di noi un concerto con mille imprevisti e stonature. Siamo un vinile io e te. Suoniamo piano, con un dolce sapore retrò, qualche sbavatura, ma siamo un suono pulito, limpido, insieme…

Aspetto. Sarà il mio turno prima o poi.

Prime impressioni

La vedi un’innamorata sull’autobus. Legge un messaggio sul cellulare e gli occhi le ridono, le labbra si aprono in un sorriso che ha il sapore di un bacio.
Lo vedi un tizio che entra nel bar con gli occhiali appannati. Il freddo fuori, il tepore dentro. Struscia le scarpe sul tappetino all’ingresso e chiede il solito caffè.

E non vedi al di là della strada. La nebbia è un muro di freddo e umidità che sale dal fiume.
L’Adige scorre limpido, pulito come le strade immacolate, ricoperte al massimo di sole foglie.

Torni a casa giusto per la cena. Una mansarda calda e accogliente in cui già ti senti a tuo agio.
Un pasto scarno, perché ancora hai un po’ di paura e ti racconti bugie.

Poco tempo per dormire e il ritorno al mattino presto lì dove formale e informale si scontrano.
Dove ancora fai fatica a dare il giusto spazio alla tua creatività.

Lo senti il mondo di musica che ti scoppia dentro. Ma scopri che chi i tuoi suoni non può percepirli sa essere felice lo stesso.
Scopri una realtà opposta alla tua e le tue certezze vengono intaccate. Però restano lì, ormai salde.

Occhi blu tutti uguali. Perdi i tuoi tratti distintivi tra schiere di persone uniformi e monocromatiche.
Il freddo ti si addice. Ma la stasi no. Mai.

“25″, 25 anni il 25 Marzo

è un periodo di grandi catastrofi
sono nata con il disastro di Chernobyl e compirò il mio 25esimo anno di età con la minaccia del nucleare
siamo in guerra, almeno quella piccola, minima parte francese di me lo è
e non è un bel momento per la mia famiglia, per la persona più importante della mia vita

sento il peso di un’umanità che si è persa dietro al niente
e sento l’angoscia di vedere tutto sfuggirmi dalle mani

ma, a 25 anni, sono arrivata alla conclusione che la vita è sempre e comunque meravigliosa
perché è meraviglioso incontrare nuove persone e rafforzare i legami
la vita è conoscere l’uomo, scoprirlo e poi amarlo

questo video (un po’ melenso, eh!) è il mio modo di festeggiare il mio compleanno ringraziandovi!

sono serena nonostante tutto perché ho incontrato voi!
lascio che sia la mia voce a spiegarvi quello che sento

This song is for you
just to thank you for being an important part of my life
or, maybe, my entire life

è già domani
non voglio lasciare il tempo scorrere
voglio ogni attimo con chi
sa guardare oltre la forma, la mia forma

innamorata sempre
di linearità e bontà
voglio solo dolcezza
sollievo dalla guerra, la guerra dentro me

io non so quel che farò
so solo quello che sarò
io non so dove sarò
so solo con chi sarò
home is where you are
ma famille c’est toi
home is where you are
ma famille c’est toi

ogni bilancio
è equilibrio tra desideri e realtà
quanto guadagno
se seguo purezza e affetto, il tuo affetto

tante esperienze
ma ho trovato il senso
vivere è incontrare
ogni essere arricchisce, mi arricchisce

io non so quel che farò
so solo quello che sarò
io non so dove sarò
so solo con chi sarò
home is where you are
ma famille c’est toi
home is where you are
ma famille c’est toi

My PhD project: REFINEMENT

Giorni intensi in cui comincio a trovare una strada.

E sto bene qui dove tante culture diverse si uniscono.

A tutti sta stretta la propria città. Io non ho città se non il mondo fatto di lingue e suoni stranieri.

Un progetto europeo e finanziato dalla UE che coinvolge 9 Università, una borsa di dottorato di internazionalizzazione, medicina, lingue, economia, statistica, progettazione web, grafica… Tutto da imparare e scoprire…

 

TroiZenfants: un nouveau défi-défilé

A l’occasion du Pitti Bimbo Eté 2011 j’ai rencontré les filles de TroiZenfants.
Nos 3 jours ensemble ont été super et on va continuer notre collaboration.
Merci à Virginie, Marie et Camille pour leur sympathie contagieuse et à Anissa pour m’avoir contactée :-)

Paris, n’est pas si loin de moi!!!
Paris, j’arrive!!!

Foto Fra I

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Foto Fra IV: -40 Kg +self-esteem

Ci siamo ritrovate per caso un anno fa in treno. Io e la Fra abbiamo fatto il liceo insieme. Poi ci siamo perse di vista come accade spesso tra compagni di scuola… fino a quando i binari delle nostre vite si sono incrociati sullo stesso regionale per Roma.

È rinata un’amicizia che è diventata la condivisione di uno stesso desiderio: scavare nell’anima, buttar fuori la bellezza che ognuno per paura nasconde dentro di sé. Io con le parole, lei con le fotografie, entrambe amiamo non soffermarci mai sulla sola superficie. Dietro la mia irriverenza c’è parecchio, troppo dolore. Dietro il suo girovagare, la voglia di scoprire senza fermarsi mai.

Dopo gli scatti per il gruppo in cui cantavo (Foto Fra I e Foto Fra II), la Fra ha realizzato un progetto per la scuola di fotografia che frequenta su di me (Foto Fra III). Da queste foto è nata l’idea di legare la sua arte alla mia (la scrittura) per un libro che è il prodotto della nostra amicizia più che di una collaborazione professionale.
Speriamo presto di stupirvi!

Queste nuove foto scattate in campagna, tra girasoli e case diroccate, sono una spinta a non avere più timore.

Perché sono una donna e non più solo la Bu…

I wished that I was one of those leaves
carried by wind naturally dying
never drank water
never touched fire
but it got me thinking
it got me going
can’t be a leaf because I am woman … I am woman

Altre foto de La Fra su Flickr

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Vivo di sentimenti anacronistici

Bu photographed by La Fra

Io lo vedo. Nitido. Lo sento, presente e forte, tutto questo vuoto intorno a me.

È un vuoto così pesante.

Io non so perché tutto sia così diverso da quello che mi aspetto, da quello in cui ho sempre creduto.

I miei nonni mi hanno fatto conoscere e amare dei valori che sono ormai parte di me.
Dai miei nonni ho imparato a condividere, a trasformare ogni piccolo gesto in un regalo al mondo.

Ma io, adesso, vedo tutto affogare intorno a me.

Il mio sogno di normalità mi butta fuori dagli schemi.
Io riesco a raggiungere la serenità con la sola bellezza delle cose comuni.
Una cena con gli amici, una grigliata in giardino, una partita a carte con il mio babbo il sabato pomeriggio.
E i weekend a parlare con le mie sorelle. Noi tre, in silenzio, con gli occhi gonfi di pianto perché quello che abbiamo ce lo siamo guadagnate con il sudore. Perché quello che non abbiamo mai avuto ci ha lasciato dentro un solco che solo l’Amore può colmare.

Io ho le mie ancore: le mie sorelle e i miei amici. Poi tutto intorno c’è solo questo vuoto.

Un vuoto nitido e presente. Un vuoto forte e pesante.

Ho paura. Non della cattiveria, a cui sono ormai abituata e da cui so di essere protetta, ma della vacuità.
È tutto questo niente nelle persone intorno a me. Le loro smanie verso “il nulla”.
Perché “il tutto” è la pura normalità e la normalità è troppo poco per l’uomo.

Ma io desidero solo la purezza delle cose semplici. Degli incontri e delle condivisioni con gli altri.
Amicizie nuove, conoscenze, conversazioni sul tempo, sul cibo, sull’ultimo libro letto.

Oggi mi passano di fronte solo scene lontane anni luce da me, da quello che mi hanno fatto conoscere i miei nonni.
Ecco l’amore consumato come una chewing-gum che mastichi e mastichi fino a renderla insapore.
Gente che esce contemporaneamente con più ragazze perché è sempre bene avere la ruota di scorta. Tutto che accade freneticamente, senza la pazienza della natura, di quelle piante dell’orto che crescevano piano piano grazie all’acqua che mia nonna versava loro ogni giorno. Con devozione e fatica.
Ecco il corpo mercificato. Si possono amare solo uomini belli. Possono essere amate solo le donne belle.
L’amore che è solo apparenza.
L’amore che non può germogliare in questo vuoto.

I really do not know how I can handle all this
I know You are my road and I put my life entirely into Your hands
I’d just only like to share Your love with somebody who can walk along with me in our path to You
Am I supposed to be happy with what I have? Is it merely human to long for a family on my own?
I can feel You right now in my life. I must think it’s complete… but why can’t I?

La ricerca è Rock&Roll!

Sono solo sulla superficie una persona socievole. Una “PR” come mi definiscono in tanti. Sempre a far casino, a “ciacolare”, a cercare di non far sentire mai nessuno a disagio. Questo perché nell’angolino, lontano da tutti, ci sono stata per troppo tempo.

Ma di fondo rimango una persona estremamente diffidente. Faccio molta fatica a voler davvero bene alle persone. Mi ci vuole tempo… mesi, anni…

L’uomo è spesso crudele e io sono di una fragilità immensa. Meglio restare sempre all’erta, rimanere guardinghi, senza mai giudicare però… Le persone si mostrano per quello che sono veramente con il tempo… Giustamente mi dice sempre mia sorella più grande: “Chi non può aggiungere nulla di buono alla tua vita si autoelimina.” E allora io continuo a conoscere, a tessere relazioni sociali. Chi mi vorrà bene per quella che sono, che sono stata e che sarò supererà la selezione naturale :-)

Dopo 9 mesi (un parto!) a Verona so di avere delle splendide persone su cui contare! Grazie ai miei colleghi-maestri-guide! La Ricerca è lavoro di squadra prima di tutto!

Siamo una squadra fortissimi!

Casa Cenina (non tutta! Cristina, Eleonora, Maria Cristina, Elena S., Paola e Laura sono rimaste ad Arezzo per gestire pacchi, ordini e spedizioni!) ad Abilmente, Vicenza, 20-23 Ottobre 2011

Leggi il post della Cate su Abilmente 2011

Giulio, Ilaria, Giovanni, Elena, Caterina & Monica

L'e-commerce giovane: Giulio, Ilaria & Caterina

Vivre la vie

Mon âme se repose en paix sur Dieu seul:
de lui vient mon salut.
Oui, sur Dieu seul mon âme se repose,
se repose en paix.

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,
solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.

(Henry Scott Holland – Gaia Saviotti)

Un racconto per te… un racconto per me

Ho trent’anni. Non ho ancora il mio studio privato. Non so neanche se mai riuscirò ad aprirlo uno studio tutto mio.
Ecco, se fra vent’anni avrò due stanze di un vecchio appartamento smembrato tra dentisti e ragionieri, non metterò quadri osceni come questi alle pareti e piante così rancide all’ingresso. Le tende non saranno tanto spesse da bloccare la luce. Anzi, non ci sarà nessuna tenda. Il mondo deve vedere quello che accade dentro il mio studio. I miei pazienti devono vedere il mondo.
La Dottoressa Loretta Gigli era la psicologa di mia zia Paola prima che lei si trasferisse a Milano per scappare, finalmente, da quel delinquente di mio zio. Pace all’anima sua.
È stata mia zia Paola a chiedere alla Dottoressa Gigli di assumermi. Part-time, contratto a tempo determinato, sei mesi in quest’ufficio.
“Mia nipote Giada è bravissima, sai. È solo tremendamente sfortunata. Ha la laurea in psicologia, ha passato l’Esame di Stato e tutti i weekend ha frequentato la scuola di specializzazione. È una… non mi ricordo… come si dice? Psicologa dell’infanzia? Insomma, Giada sa curare i bambini. È eccezionale, perché non la assumi?”
Questo è il mio terzo mese qui dalla Dottoressa Gigli. Sono a metà, la metà esatta del mio contratto.
Penso di cavarmela abbastanza bene. Ho cinque bambini da seguire. Per lo più hanno problemi di apprendimento (linguaggio, deficit dell’attenzione, dislessia) e iperattività. Vedo la maggior parte di loro una volta a settimana. Ci incontriamo due volte in sette giorni solo quando le sedute prevedono anche la presenza dei genitori. Con dei genitori così, mi stupisco che questi cinque bambini non siano già dei piccoli Hitler con il ciuccio.
Oggi è venerdì pomeriggio e sono sola nello studio della Dottoressa Gigli. Di solito il venerdì dopo pranzo si chiude a chiave lo studio e non si effettuano più visite fino al lunedì mattina. Per questo dedico il venerdì pomeriggio alle lezioni private. Aiuto Lucia, una studentessa di 22 anni, a preparare i suoi esami di psicologia. Non so perché, ma da tre settimane siamo arenate sui libri di biostatistica. In fondo, a cosa serve la statistica quando davanti a te hai dei pazienti in lacrime?
Oggi ho dovuto rimandare la mia lezione con Lucia. Continue reading

Concerto par l’Orchestra a Plettro “Città di Arezzo” pour maman

Mercoledì 14 dicembre 2011
All ore 17.00 fino alle 19.00
presso la Casa del Petrarca, Via del’Orto 28, Arezzo.

In memoria della signora Maria Grazia Biagianti l’Orchestra a Plettro “Città di Arezzo” eseguirà un concerto presso la Casa del Petrarca ad Arezzo.
Ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di questo momento e ringraziamo in particolar modo il Presidente dell’Accademia Petrarca Giulio Firpo per la disponibilità e generosità!

Vi aspettiamo!

 

TroiZenfants @ Pitti Bimbo 19-21 Janvier 2012

Florence sent l’air de Paris

Per tre giorni, la città che più amo in Italia si riempie dei colori e della grazia della metropoli europea più elegante.
Dopo l’edizione estiva, sarò di nuovo interprete per la ditta TroiZenfants in occasione del 74esimo Pitti Bimbo.
Camille e Virginie mi accoglieranno nel loro stand di vestiti e accessori per bambini già da mercoledì. Veniteci a trovare al padiglione centrale, stand 34.
Una modella dagli occhi di gatto, una stilista dolcissima e un’interprete décontractée tutte accomunate dallo stesso immenso amore per i bambini. Vi aspettiamo!